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Società estinta: chi paga il debito fiscale non definito nella fase di liquidazione

Avv. Marco Mion - Adviser

Di particolare attualità, in una fase storica di diffuse crisi aziendali e conseguente cessazione di attività, appare la questione relativa a chi spetti il pagamento dei debiti societari ed in particolare di quelli fiscali, dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese e la sua conseguente estinzione.


A seguito dell’estinzione della società, è infatti ormai principio consolidato in giurisprudenza il determinarsi un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo alla società non si estinguono, ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono nelle società di capitali sino alla concorrenza delle somme da questi eventualmente riscosse in base al bilancio finale di liquidazione (ex art.2495 c.c.) o illimitatamente nelle società di persone a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti pendente societate (ex art.2267 c.c. per società semplice, art.2291 c.c. per la società in nome collettivo e art.2313 c.c. per la società in accomandita semplice).


Tale effetto, che opera ex lege poiché i soci subentrano nelle obbligazioni della società estinta al pari degli eredi al de cuius, riveste quindi una particolare importanza quando la società cancellata è una società di persone, potendo incidere direttamente sul patrimonio dei singoli soci ove la loro responsabilità illimitata (temperata solo dal c.d. beneficio di preventiva escussione del patrimonio societario di cui all’art.2304 c.c.) sia prevista dalla specifica normativa di riferimento per le diverse tipologie di società.


L'applicazione di tale principio riguarda, come sopra anticipato, anche i debiti fiscali, che, ricorrendo i presupposti di legge sopra esposti, diventano quindi per l’effetto debiti dei singoli soci.


E proprio sotto il profilo più strettamente procedurale-esecutivo, per tale tipologia di debiti è stato di recente precisato dalla Suprema Corte che, sul piano tributario, essendo il debito del socio il medesimo della società, egli è legittimamente sottoposto all'esazione del debito fiscale accertato nei confronti della società, alle ordinarie condizioni, senza che sia necessario notificargli l'atto impositivo originario e/o gli atti amministrativi conseguenti.


Ne consegue che il socio della società di persone (anche ormai estinta) può essere sottoposto all'esazione del debito a seguito dell'iscrizione a ruolo nei confronti della società e dell'infruttuosa escussione del patrimonio di questa, senza che sia necessario notificargli l'avviso di accertamento non impugnato o la cartella di pagamento non adempiuta, essendo sufficiente la notificazione del solo avviso di mora, che ha la funzione, oltre che di precetto, di atto impositivo.


La giurisprudenza ha infatti statuito come la norma di cui al D.P.R. n.600 del 1973, art.65, comma 4, secondo la quale "la notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al comma 2", deve ritenersi applicabile anche per la notifica di cartella esattoriale intestata a società estinta (Cass. Civ., sez. trib. n.31037 del 28.12.2017).


Ecco che la fase di liquidazione di società di persone impone una particolare cautela ed attenzione nel definire soprattutto il debito fiscale validamente iscritto a ruolo nei confronti del contribuente (società estinta), che è ritenuto azionabile nei confronti dei soci illimitatamente responsabili anche successivamente alla cancellazione della società, evento che, come esposto, non estingue la responsabilità del socio in quanto successore ex lege della società medesima.


Avv. Marco Mion

Avvocato con esperienza nel settore commerciale e delle esecuzioni